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venerdì 1 aprile 2016

RapManiacZ ufficializza un epocale cambiamento e diventa FedeZManiacZ!

Giovedì 31 marzo, riunione fiume nella redazione di RapManiacZ, tutto lo Staff seduto attorno a una tavola rotonda presieduta dal suo primo, storico webmaster: il salernitano Fuso. I temi sono delicati: cosa fare di RapManiacZ dopo tutti questi anni? Ha senso, ancora oggi, parlare di Hip-Hop e discipline? 2Pac è morto? Il dibattito è fitto, acceso, a volte addirittura brutale; l'idea unanime è quella di dare una svecchiata al sito, ma rimane da capire come. Lo Staff ha un mucchio di idee vincenti: copiare spudoratamente gli articoli di Rapburger, avvicinare J-Ax per avere delle anteprime su Amici 2016, allargare le proprie penne a nomi di peso come Truce Baldazzi; poi, nel silenzio generale, un'intuizione geniale, Moro batte delicatamente un pugno sul tavolo ed esclama, in puro dialetto veneto, per Dio (traduzione potenzialmente inesatta) ma chi è il miglior rapper italiano di sempre?! Blema e Mistadave, colpiti dall'improvvisa illuminazione, si abbracciano e in un fascio di luce vedono la sagoma del vecchio Bra, oramai in Cielo da molti anni, che sussurra in antico aramaico ...Fedez... Poi, subito, si corregge ...no, cazzo, FedeZ! Dai che ci sta meglio! La visione si dirada, le lacrime bagnano il viso di tutti i presenti, in lontananza si sente del soffice auto-tune e il buon Fuso declama la nascita ufficiale di FedeZManiacZ...

#staytuned

sabato 5 marzo 2016

Tutti i mixtape di RapManiacZ: nuovi indirizzi!

Vi segnaliamo che i mixtape di RapManiacZ sono ancora tutti online, ma hanno cambiato indirizzo. Di seguito l'elenco completo!

Blast Yourself (mixtape USA fine/inizio 2000)
https://mega.nz/#!LFoVibIR!-5eQPof3gQ7OLfgLGJoih8EoC-vxj1neZYOeKKeIRB0

A To The R (mixtape Aesop Rock)
https://mega.nz/#!2YRhEQAQ!1KMiqqkKbFRSowVvjeot0pjL_7fN0QcPI11UWlaKCwI

Classics (mixtape Jurassic 5)
https://mega.nz/#!mBIQEagK!vUoq9wXwqQHm3NwbhjNHYiTlQnKBDkzqPTW9nMjyXiw

Dilated Peoples (mixtape Dilated Peoples)
https://mega.nz/#!nF5EBDoJ!X6SoTEzsHo8BYiKnNYpJUM6KOKOaVJ_KnupGfT9g69s

Don Kaos (mixtape Kaos)
https://mega.nz/#!nVYlhCSY!Du5wU28cBR2qXxdYnYv9BpUdbwTNqh37BF-Q7K7nR7g

Roma brucia (mixtape Colle der Fomento)
https://mega.nz/#!LNwDSK7B!GcleFn0tgskbqehj4irL81ou5DSM8mqABULAGsreyGU

Welcome To The South (mixtape Cunninlynguists)
https://mega.nz/#!GFhQWQ7Y!7AkNkrdZwI7oahawd1J521lvQCxVYWkBfnWhm5cQULs

Wu-Tang Clan: Golden Swords (mixtape Wu-Tang Clan prime uscite)
https://mega.nz/#!iZ4nUZDT!MPlT-NcHoRBZAsuoqwupnbc_71oJnVsDQru5SWQQKmY

Basics (mixtape USA metà anni '90)
https://mega.nz/#!GIpE2A5J!Zb9oKN131ul4q90OFre-UrsmqMq1D7uC2dlmH6m7Sk8

Massive Bangaz 2015 (best of)
https://mega.nz/#!fJozWBgI!vaSf4xYRc-kyVNSqATOou11bEkxcJacQtI-aGub7UWw

Massive Bangaz 2014 (best of)
https://mega.nz/#!fQ5BWByA!rJZetBxincHmJHrhMZuoPjO827nzZEYJKarZ2BDZ_eg

Massive Bangaz 2013 (best of)
https://mega.nz/#!KRx00R5a!Y42zACrPdFnxVdlTvT38UefpiZxRJ7sb334nKvk7kAY

Massive Bangaz 2012 (best of)
https://mega.nz/#!PZhwVBDR!XCZxeGqIOjt0qpLR7Blt60kshN24WEvw5DvdV_qK1ak

Massive Bangaz 2011 (best of)
https://mega.nz/#!eNhB2SiZ!TuCenO-5jnW53oxEJDvLRVCT4bGKYojv1WGYp-eudkg

Massive Bangaz 2010 (best of)
https://mega.nz/#!6Rw2lRJb!A5Psrf0JM3uw-HQ-cFXMUEqHThIdVkZhINSLcLwNn1k

Made In Italy 2011 (best of)
https://mega.nz/#!uMpATLaZ!JrsGr7_roBQDgyhAQmEXMERFTKRatRfbgf7Rz-R_6Ck

mercoledì 17 febbraio 2016

Quando il sample ti scava nel cervello...

Comincio dagli ingredienti, dato che i fornelli un po' c'entrano in questa piccolissima storia: Clint Eastwood, Lalo Schifrin ed Hervé Salters. Ok, così non si capisce niente, meglio andare con ordine... Mi sto preparando la cena (evito accuratamente il verbo cucinare ché sarebbe quasi un'offesa per i tanti chef che ci leggono - e non mi riferisco certo a Ghostface), in TV il buon "Ispettore Callaghan: il caso "Scorpio" è tuo!!" ("Dirty Harry", 1971) di Don Siegel, primo film con protagonista il ruvido sbirro di San Francisco. Clint, con la sua faccia da duro e il pistolone sproporzionato (nel senso dell'arma) sempre sfoderato, dà la caccia a un serial killer che sta terrorizzando la città; a un certo punto, tra un appostamento sui tetti e un inseguimento a piedi, lo score di Lalo Schifrin incalza in un teso Funk che conduce il sottoscritto in un terribile corto circuito: io questo pezzo l'ho già sentito, deve averlo campionato qualcuno... Sì, ma chi? Prima, ovvia soluzione: whosampled.com; esito negativo, non riconosco il brano che cerco (scoprirò poi che, in effetti, non c'è). La mattina successiva, in ufficio, accendo il PC e cerco il disco, lo trovo, lo scarico (eh sì, a mali estremi...), lo metto su una chiavetta USB e mi sento proprio come il nostro Ispettore quando sa di essere a un passo dalla soluzione... Ore 18.30, esco, seleziono la cartella dal menù, parto su "Prologue/The Swimming Pool", primo brano della soundtrack: non è lui. L'ascolto prosegue - non mi scoraggio - e finalmente arrivo alla traccia numero sette, "Scorpio Takes The Bait", ho il sentore che possa essere quella giusta ma la piccola manciata di secondi che mi sta scavando nel cervello dal giorno prima tarda ad arrivare...fino al minuto 2.30! Eccolo, sei mio e ora so anche chi sei, perché mentre scorri nelle casse dell'auto l'associazione mi viene più facile del previsto. Il disco è "Cliquety Kliqk" di General Elektriks (che ho recensito qui), il pezzo è "F'acing That Void" (con i Maroons, ovvero Lateef The Truth Speaker e Chief Xcel), quelle poche battute di batteria sono un chiaro esempio del perché adoro l'Hip-Hop e quindi il beatmaking. E ve lo dovevo proprio raccontare...


lunedì 8 febbraio 2016

Massive Bangaz 2015: il mixtape di RapManiacz!

Siamo quasi un mese in ritardo rispetto alle nostre consuetudini, ma anche quest'anno, a costo di qualche ora di sonno sacrificata, abbiamo voluto raccogliere quelli che a nostro personale parere sono risultati i migliori pezzi usciti nel corso del duemilaquindici.

Di seguito troverete, come sempre, il link per poter scaricare il tape e le grafiche (grazie Bra!) e la lista delle sedici tracce selezionate e mixate a cura del sottoscritto.

Qualsiasi uso decidiate di farne, diffondete in qualsiasi modo!


Tracklist

01. Cannibal Ox feat. MF Doom - Iron Rose (Skylab 3 Remix) (produced by Skylab 3)
02. Dirt Platoon - Garbage Can (produced by Dj Brans)
03. L'Orange & Kool Keith feat. J-Live - The Traveler (produced by L'Orange)
04. Krs One - Sound Man (produced by Dj Static)
05. Lewis Parker & Eastkoast feat. John Robinson - Mentally Stuck (produced by Lewis Parker)
06. Dj Soko feat. Hassaan Mackey Marwon & Finale - Take Notes (produced by Def Dee)
07. Estee Nack - Allies Are Navy Seals (produced by Purpose)
08. Constant Deviants - Whatever You Call It (produced by Dj Cutt)
09. Red Pill - Rum And Coke (produced by Red Pill)
10. J-Live - I Am A Man (American Justice) Remix (produced by J-Live)
11. Czarface feat. GZA - When Gods Go Mad (Mistadave Inverter Mix) (produced by 7L & Todd Spadafore)
12. Rapper Big Pooh & Nottz - Prom Season (produced by Nottz)
13. Joey Bada$$ - Christ Conscious (produced by Basquiat)
14. Large Professor - Sophia Yo (produced by Large Professor)
15. Apathy - New England Royalty (produced by Apathy)
16. L'Orange & Jeremiah Jae - Part Four (produced by L'Orange)

martedì 5 gennaio 2016

The best of 2015: l'opinione della redazione

Bra

USA: altra annata non memorabile, a mio modestissimo giudizio, ma con diverse eccezioni degne di nota. Comincio dai Cannibal Ox e il loro "Blade Of The Ronin", probabilmente il disco statunitense che ho ascoltato di più: prova positiva per Vast e Vordul, scenari distopici come da programma e simmetrie molto precise, anche grazie al buon lavoro svolto da Bill Cosmiq; tramontata l'era dei classici (e questo è un fatto!), tocca accontentarsi degli ottimi dischi e il loro lo è. Con "Imani Vol. 1" anche i Blackalicious sorprendono per l'energia ritrovata: groove a catinelle, Rap di eccellente qualità e una positività di fondo che rinfranca. Se lo standard è questo, c'è da aspettare con impazienza la conclusione della trilogia. Manca il terzo titolo, che in barba a qualsiasi regola spacchetto in ulteriori tre uscite assolutamente da ascoltare: "B4.DA.$$" di Joey Bada$$ per il talento cristallino del giovane rapper, "Breakfast At Banksy's" di Semi Hendrix (Ras Kass e Jack Splash) per l'assoluta originalità dell'inedito duo, "You Disgust Me" dei Gangrene per la pazzia che gli scorre nelle vene - e no, forse non è solo pazzia...

ITALIA: la considerazione di fondo, squisitamente personale, è che l'Hip-Hop italiano stia sopravvivendo a se stesso. Ma, nonostante le contraddizioni, le scopiazzate, le presunte autorialità e le cocciute intransigenze, qualcosa continua a sbocciare e, in rari casi, addirittura a sorprendere. E allora da chi cominciare, se non da Kaos? "Coup de grâce", 9 brani, ventisei minuti, una capacità di sintesi che non ha pari e l'ennesimo scacco matto a una scena che si dimena per risultare originale, dimenticandosi che potrebbe cominciare col fare del buon Rap su dei buoni beat. Altra prova di peso quella di (Francesco) Paura: "Darkswing" è un progetto che colpisce per la sua capacità di essere fresh senza abbandonare il boom bap, adulto senza rinunciare all'autocelebrazione. La visione artistica raggiunta dall'mc partenopeo è una valida alternativa agli esperimenti senza capo né coda che dobbiamo sorbirci ogni giorno, un autentico toccasana che, coi suoi bassi, mi ha sfondato la cassa posteriore destra dell'auto (true story!). Rimango in zona e vi propongo infine "Debug" di Emcee O'zì, che produce e rappa (con l'aiutino di Mr. Lif e Breeze Brewin, mica Titzeeo e Kajo!) un disco denso di contenuti e qualità. Il concept iperrealista, le strumentali raffinatissime, la tecnica eccellente, la letteratura, il cinema, ma soprattutto un timbro personale nell'mcing come nel beatmaking; una bella lezione di vero Hip-Hop. Honorable mentions: "Soul of a supertramp" di Mezzosangue, coraggiosa pubblicazione in free download che cito a margine del podio per il suo carattere intimo e a tratti ermetico, un disco che ha però il pregio (non da poco) di mettere d'accordo un po' tutte le anime che affollano attualmente la scena dello Stivale; "A love explosion" di Go Dugong, delizioso esordio per un beatmaker che si pone a metà strada tra Hip-Hop ed Elettronica, dieci brani strumentali raffinati ed...amabili.

Mistadave

Ragionare sul 2015 mi ha portato ad un'unica conclusione: l'Hip-Hop underground americano ha sviluppato una pericolosa tendenza allo stagnamento, ma quel poco che è riuscito a distinguersi vi è riuscito alla grande. Nella mia top 3 personale che riguarda i miei cari Stati Uniti, al primo posto metto i Cannibal Ox e il loro "Blade Of The Ronin", Vast Aire e Vordul Mega hanno mollato un colpaccio dopo lunghissimi anni di attesa per un evento su cui avevamo perso le speranze, sfoderando un disco dal suono futuristico e compatto grazie all'ottimo operato di Bill Cosmiq, bravissimo a procurare esattamente il tipo di beat necessari al successo di questa graditissima reunion, cucendo le sue produzioni con perfetta misura sugli stili differenti di questi due visionari mc's. Il secondo posto lo ottiene L'Orange, accompagnato da Jeremiah Jae in un nuovo passo importante della sua crescita artistica, "The Night Took Us In Like Family", un concept album in grado di rapire l'ascoltatore creandogli attorno un'atmosfera tinta di bianco e nero, insaporita di proibizionismo e mafia, mettendo assieme campioni come solo lui sa fare. Jeremiah Jae svolge il suo compito senza acuti particolari, ma tutto ciò che L'Orange gli mette a disposizione a livello sonoro è quanto di più paradisiaco si possa desiderare. L'ultimo gradino del podio è riservato allo zio Edo. G, autore di un eccellente disco ("Afterwords") fatto uscire per una delle nuove forze dell'Hip-Hop europeo, l'etichetta Effiscienz, un album sintetico che fonde critica, intelligenza e sensibilità di strada come solo l'asso di Roxbury sa fare, peraltro con una grande produzione firmata Streetwyze. Pochi dischi sanno colpire al cuore così direttamente. L'Hip-Hop di casa nostra non è invece tra le mie specialità, ma ciò non m'impedisce di coronare "Darkswing" di Francesco Paura come una grandissima scoperta personale, un disco che combina talento, maturità ed autenticità a un impianto sonoro all'avanguardia che non conosce compromessi, proprio come il personaggio in questione. Un lavoro di grande spessore artistico.

li9uidsnake

Che dire? A me questo 2015 è piaciuto parecchio! Tante le sorprese, a partire da una resurrezione prepotente della west coast (tornata ai suoi massimi livelli dopo quasi tre lustri di coma farmacologico Detox-indotto), la scoperta di un nuovo e fertile sottobosco musicale oltre il Canale della Manica e diversi (e inattesi) botti sparati dalle balconate degli attici di un mainstream che sembra aver ritrovato una visione che va oltre alla sola first week di Soundscan. Kendrick Lamar si gode il panorama sul gradino più alto del podio con "To Pimp A Butterfly", il disco che tutti volevano da lui e, al contempo, che nessuno si aspettava. Nel corso dei mesi l'ho letteralmente consumato eppure, non appena lo mollo per qualche giorno, sento il suo richiamo suadente provenire dallo scaffale. La storia saprà collocarlo dove merita, a tempo debito. La medaglia d'argento l'appuntiamo invece al petto di "Butter Fly" dell'accoppiata Lee Scott + Dirty Dike, la ciliegina sulla torta (ipercalorica a dire poco) di un'annata di altissimo livello per i lads della High Focus Records. Chiude la graduatoria il primo ad aver reclamato la propria posizione nelle classifiche già ad inizio anno, ovvero Joey Bada$$, un giovanotto che, in barba al proprio certificato di nascita, è in tutto e per tutto un portatore sano di golden age. Il suo "B4.DA.$$" sembra uscito da un'intercapedine temporale a cavallo fra il 2015 e il 1994. Saggio di bravura e grande maturità (tecnica e stilistica), nonché un bel dito medio rivolto a chi sostiene che i giovani di oggi non abbiano più rispetto per le tradizioni. Detto questo, ci tengo pure ad assegnare una menzione d'onore a "Summertime '06" di Vince Staples e, soprattutto, a Vordul Mega e Vast Aire. Perché si, ci saranno pure voluti quattordici anni, ma con "Blade Of The Ronin" i due hanno finalmente contestato scientificamente l'ipotesi secondo cui la formula dell'equazione Cannibal Ox non potesse mantenersi stabile se privata dell'elemento El-P. Ottimo lavoro!

Lord 216

Allora, quest'anno è andata così: è uscita un bel po' di roba seria, ma in primis ci tengo a dire che ho visto i Non Phixion dal vivo. Menzione speciale. Purtroppo ci ha pure lasciato Sean Price, e ci manca. Comunque: Semi Hendrix, "Breakfast At Banksy's" sicuramente. Bel disco che mi piace e conferma che Ras Kass, dopo una carriera... diciamo... altalenante, ha imboccato la strada giusta. Poi vediamo, sono usciti "Kinison" di Your Old Droog, il nuovo degli Czarface... ma niente di Roc Marciano... vabbè, buttiamo dentro "You Disgust Me" dei Gangrene che spacca di brutto. Ce ne fosse di roba così. Poi qui faccio mea culpa, ancora non ho sentito il disco di Pusha T, ma vi dirò che sto ascoltando "The Reject II" di Conway The Machine che è fottutamente grezzo e spacchiuso come piace a me. Comunque, terza menzione è per Ka e Preservation, "Days With Dr. Yen Lo" è devastante, in autoreverse permanente. Tra gli italiani, invece, menzione d'obbligo per "Darkswing" di Francesco Paura, disco di livello altissimo, "Kingpin" di Lil Pin (e quando lo capirete sarà un giorno speciale...) e, anche se di Rap non si tratta, "The Difference" di Alien Army frantuma le casse dello stereo. Ite, missa est. Post scriptum: non-menzione del fatto che è uscito "Coup de grâce" di Kaos. Inutile menzionarlo, ovviamente Kaos va fuori scala & categoria.

Think'd

Top 3 world: Kendrick Lamar, "To Pimp A Butterfly" - Little Simz, "A Curious Tale Of Trials + Persons" - Ghostpoet, "Shedding Skin"; bonus: Roots Manuva, "Bleeds".
Top 3 Italia: Rancore & Dj Myke, "S.U.N.S.H.I.N.E." - HHabitat Records, "Life is beatiful"; Go Dugong, "A love explosion".

* di parole nelle recensioni ne scriviamo già troppe, quindi per queste classifiche non ce n'è bisogno;
** molti dischi tra le top qualcosa altrui non sono stati snobbati dal sottoscritto ma semplicemente non ascoltati.

Mr. Bushsdoc

Top 3 Italia (ordine sparso). Willie Peyote, "Educazione sabauda": disco della maturità del rapper torinese. Produzioni impeccabili e personalità che trasuda da ogni barra. Contiene almeno 3/4 delle canzoni più belle dell'anno. Rancore & Dj Myke, "S.U.N.S.H.I.N.E.": scrittura e produzione portate all'estremo. Questi due sono anni ormai che sembrano aver raggiunto il limite e poi improvvisamente un altro muro abbattuto. Il Rap che assurge ad Arte con la a maiuscola. Fabri Fibra, "Squallor": sorprendentemente c'ho trovato più cose interessanti che nella maggior parte dei dischi ascoltati. L'impersonificazione del bene e del male (e delle contraddizioni) del Rap italiano. Disco molto più complesso di quanto sembri. Menzioni speciali (i dischi non ho avuto il tempo e il modo di ascoltarli bene e in profondità come piace a me e non mi sento di includerli per le comunque buonissime prime impressioni): Kaos, "Coup de grâce"; Claver Gold e Kintsugi, "Melograno"; Nitro,  "Suicidol"; la strofa di Danno in "Tutto qua" di Don Diegoh e Ice One.

Michele Garribba

USA: l'esiguo (per non dire inesistente) numero di album USA che ho ascoltato durante il 2015 non aiuta questa operazione, ma spero venga apprezzato l'impegno nello scegliere questi tre dischi a mio modo di vedere da top. Kendrick Lamar, "To Pimp A Butterfly": fondamentalmente perché è Kendrick Lamar. Perché è un disco Hip-Hop che con l'Hip-Hop non c'entra poi chissà quanto, perché è di una completezza che manca alla maggior parte dei dischi che escono oggi e basta, altrimenti la facciamo veramente troppo lunga. Action Bronson, "Mr. Wonderful": Action Bronson è un ottimo personaggio ed un grande rapper, se a questo accostiamo che i suoi compromessi con questo mondo sono pari a zero, si denota la stima che provo nei suoi riguardi prima come essere umano che come artista in senso stretto. Il suo disco, oltre ad essere Rap di pregevole fattura, è musica; una caratteristica non sempre riscontrabile oggigiorno. E le strumentali, le strumentali... Poi, facciamo Joey Bada$$ con "B4.DA.$$" o qualcuno si offende? Così i ragazzini possono fare i master of Rap con della musica quanto meno plausibile - e ci sta pure J Dilla nelle produzioni che è un nome esotico da postare su Facebook. Mi venga perdonata la selezione allegra e giovanile, adesso che ci penso devo recuperare un 122/123 dischi.

ITALIA: iniziamo con una mia supposizione partorita circa un anno fa e diventata un dato di fatto, in Italia il beatmaking sta mangiando in testa all'mcing a mani basse; esistono dischi composti da testi dove IL nulla predomina su tutto, ma i produttori non sono mai sotto livello, mai insufficienti, per quanto copino o non copino. Eviterò di inserire in questa lista dei dischi che ho già recensito altrimenti diventa troppo poco divertente compilarla: Rancore e Dj Myke, "S.U.N.S.H.I.N.E." La titletrack è semplicemente la traccia più rivoluzionaria che il Rap italiano potesse conoscere. Sembra che qualcuno si stia svegliando, sembra che qualcuno stia tentando di dare una faccia diversa alla musica Rap, lasciando un messaggio vero e, per la prima volta, positivo. Egreen, "Beats & hate". Coerenza (e monotonia). Anche da troppo tempo. MadMan, "Doppelganger". Sì, l'ho ascoltato il disco di Kaos, anche quello di Don Diegoh. Pure Paura. E Marracash. Noyz Narcos con Fritz Da cat. Fibra. Guè. Willie Peyote. Tutti. Tuttavia, continuo a pensare, dall'alto della mia ignoranza, che MadMan tecnicamente abbia pochissimi pari in Italia e quei pari non hanno fatto uscire dischi quest'anno.

domenica 3 gennaio 2016

Oggi ascoltiamo un po' di Veleno...

1999 - 21 Tyson



2000 - Mettici il veleno


2004 - Le guardie, i pompieri e l'ambulanza



2004 - Sempre grezzo


2004 - La mia guerra


2007 - Diamanti


2008 - Spigne!


2009 - Buona pace


2011 - Cantano tutti


2013 - CDCE (carne da campagna elettorale)


2013 - Un sanpietrino


2014 - Boomerang


2015 - Alberto Tomba

giovedì 22 ottobre 2015

Letture (s)consigliate: Hip Hop Italia di Fabio Bernabei

Ho letto "Hip Hop Italia" di Fabio Bernabei in un paio d'ore, il tempo di un volo da Roma ad Olbia l'altro ieri e il ritorno ieri sera. Opinione personale? Uno dei peggiori libri sull'Hip-Hop italiano che sia mai stato scritto. Sarò rapido: al netto di errori grossolani (indicare KRS-One tra i maggiori esponenti del Gangsta Rap è un tantino discutibile...) ed omissioni comprensibili, il libro presenta una ricostruzione più o meno completa della scena a partire dagli anni '80 (pochi cenni) fino a tutto il 2014. Già da questo punto di vista, "Hip Hop Italia" non offre commenti, testimonianze o contributi nuovi rispetto ad altri testi che affrontavano il medesimo percorso cronologico e l'impressione è che, tutto sommato, il lavoro sia prettamente compilativo, l'ennesima mappatura dell'Hip-Hop italiano attraverso le due coordinate geografiche e temporali. Il problema maggiore, tuttavia, risiede nel tentativo di veicolare fino allo sfinimento un messaggio preciso e fondato su un punto di vista che lascia parecchi dubbi: in sostanza, Fabio Bernabei ci dice che nell'Hip-Hop italiano il successo genera l'immediata reazione (negativa) del pubblico specializzato, affetto (deduco io...) da cretinismo e pregiudizi di ogni sorta, vista l'ostinazione con la quale puntualmente banna gli artisti che raggiungono determinati risultati di vendita come falsi, sucker o fake che dir si voglia. E' proprio così? E, soprattutto, la logica adottata è corretta? Secondo me no. In primis, non mancano esempi di segno inverso, basti citare Neffa, che ha ottenuto ottimi incassi con "I messaggeri..." e "107 elementi", il Frankie Hi-NRG di "La morte dei miracoli", La Pina ai tempi di "Piovono Angeli", più di recente Salmo, marchiato Tanta Roba, ma anche Ensi, Ghemon e Nitro, a quanto pare graziati - a prescindere dai gusti e dalle singole carriere - dagli anatemi più feroci dell'utenza. E' vero che i loro numeri non fanno il paio con quelli dei Club Dogo, di Fabri Fibra, di Marracash e via dicendo, ma è altrettando vero, arrivando al secondo punto, che l'analisi (o meglio: l'assenza di analisi) di Bernabei tralascia una considerazione ovvia, ovvero che non sia la celebrità in sé a far storcere i nasi dei cosiddetti b-boy fieri, bensì lo slittamento di questa musica verso sonorità Pop e palcoscenici che tuttora identificano il Rap con le corna a tre dita che faceva vent'anni fa Jovanotti. Perché un Moreno o boy band sul modello dei Gemelli DiVersi stanno sulle scatole a tanti per una ragione semplicissima, cioè perché propongono un tipo di Hip-Hop costruito su misura per un pubblico di adolescenti e per chi di questa Cultura non ha alcuna cognizione esatta, annacquandone suoni, tecnica e temi. Il che è condizione sufficiente, a mio modo di vedere, per lanciare pomodori (metaforicamente parlando!) contro loro e contro chiunque faccia altrettanto.

venerdì 11 settembre 2015

Corsi e ricorsi storici, ovvero l'Hip-Hop italiano degli anni '90 che a volte piaceva e a volte no...

Mi viene in mente incrociando la cover del mixtape che sancisce il ritorno di Sab Sista dopo non so più quanti anni di latitanza (tanti, considerando che in ordine cronologico l'ultimo dei 19 brani proposti, fatta eccezione per l'inedito, è datato 2002...), ma in realtà spesso se n'è parlato tra amici maniaci: sarà l'ondata di ristampe in vinile degli ultimi anni, spesso andate a ruba, o l'assestamento dell'Hip-Hop tra i generi musicali masticati dalla generalità del pubblico italiano (se ciò sia un bene o un male è tutt'altro tema, perciò qui non aggiungo altro), fatto sta che di fianco ai numeri - nei mesi recenti meno impressionanti - raggiunti dalle uscite mainstream, si è progressivamente assistito a una serie di rivalutazioni, riscoperte e ritorni che bisognerebbe ponderare con maggiore attenzione. Detto da dei nostalgici quali orgogliosamente siamo - il che non vuol dire che nel frattempo non siamo andati avanti, altrimenti avremmo già chiuso i battenti da parecchio... - può sembrare strano, eppure questa tendenza mi sembra puzzi un po' di buonismo, forse addirittura di revisionismo. Insomma, io in quegli anni lì c'ero, ho recensito l'album di Sab Sista (l'unico pubblicato dalla female mc, non date retta a chi scrive usando le discografie di Wikipedia), nel prossimo aggiornamento parlerò degli A.T.P.C., eppure se dovessi dirvi che era tutto bello, tutto imperdibile, tutto da avere ad ogni costo nella vostra collezione, mentirei spudoratamente! L'Hip-Hop italiano degli anni '90, col quale sono cresciuto e che ancora ascolto con immenso piacere, aveva pregi e difetti, classici e non, artisti coerenti e meteore più che dimenticabili, quindi condivido il sano proposito di raccontarlo a chi non l'ha vissuto né conosciuto (e lo faccio in prima persona grazie a RapManiacZ!), tuttavia mi aspetto che ciò accada con spirito critico, trovando le giuste misure tra la propria passione e i fatti concreti. Anche perché c'è un cono d'ombra che il più delle volte non viene raccontato, quei primi anni del duemila in cui tanti abbandonarono - forse per ragioni personali, forse perché capirono che il successo non era esattamente dietro l'angolo - e l'Hip-Hop italiano rischiò seriamente di sparire... Ecco, io preferisco celebrare chi, invece di eclissarsi e poi riapparire, scommise su se stesso e su un genere che sembrava spacciato, calcando assi di legno inchiodate male, registrando strofe e dischi che ascoltavano in pochi e cominciando ad abituarsi a un mezzo, la rete, che stava modificando radicalmente e rapidamente il mercato musicale globale. <<Qui ci s'identifica con chi l'ha fatta la storia/poi se la modifica e formatta la memoria>>; non occorre aggiungere altro.

lunedì 7 settembre 2015

...e così nacque RapManiacZ!

Vi siete mai chiesti quando e come è nato RapManiacZ? No?! Beh, io ve lo racconto lo stesso, approfittando del fatto che ho tirato fuori da uno scatolone una vecchia lettera timbrata 8 aprile 1999 ed affrancata con 800 lire...
Vediamo: ci sono Aelle (in seguito AL Magazine), gli Articolo 31 e i tape marcissimi scambiati con chiunque avesse in lista qualche titolo interessante... Più precisamente, è andata così. Il sottoscritto invia una lettera - zeppa di ingenua retorica! - e questa viene pubblicata sulla rubrica dedicata alla posta di AL (all'epoca bimestrale), il tema era all'incirca l'unità della scena e cose così; un certo Pasquale di Salerno, successivamente, offre il proprio punto di vista (critico) su "Nessuno" degli Articolo 31, citando appunto il mio intervento. Di lì a breve, nello spazio degli annunci di AL appare il mio indirizzo e la richiesta di contatti coi quali chiacchierare un po' di Hip-Hop e, nel caso (in realtà era l'ovvio fine primario!), suggerirci reciprocamente nuovi ascolti attraverso delle cassettine registrate con lo stereo a doppia piastra... Risultato? Quel Pasquale mi scrive, ci conosciamo (abitavamo a 40 km di distanza), ci confrontiamo sui rispettivi gusti e un bel pomeriggio d'estate, su una panchina nel parco del mio piccolo paese, mi propone di aprire un sito che si occupi del Wu-Tang Clan - lo so, sembrava stessi per dire mi bacia!, invece no... Nasce così FuSoWuBanga, embrione di ciò che a pochi mesi di distanza sboccerà in RapManiacZ, perché se il nostro primo ed eterno web-master aveva il pallino per il Wu, io ho subito cercato di rilanciare con qualche altro gruppo che in quel periodo ascoltavo pressoché quotidianamente (Company Flow, Beastie Boys, Cypress Hill...). E poi? Poi non occorre farla troppo lunga, sono arrivati i primi collaboratori (non li ringrazieremo mai abbastanza), il forum e quindi gli utenti (non ringrazieremo mai abbastanza neppure loro), la scelta di parlare anche di Hip-Hop italiano, i concerti in giro per l'Italia e così via... Abbiamo cominciato nel 1999. Ripeto: 1999. A pensarci oggi mi fa quasi impressione...

lunedì 31 agosto 2015

I Calibro 35 campionati da Dr. Dre!

Tema annoso quello del sampling, specie per chi si ritrova ad essere campionato (e non viceversa): la reazione è generalmente ostile e di casi celebri finiti in tribunale se ne contano diversi. Fa quindi piacere notare che i milanesi Calibro 35 abbiano un altro approccio, reagendo così alla campionatura di Dre per il brano "Jon Connor" (crediti dichiarati in basso): siamo lieti di annunciare che un campione del nostro brano "Ogni riferimento a fatti realmente accaduti" è stato utilizzato da Dr Dre nel brano "One Shot One Kill" (featuring Jon Connor e Snoop Dogg), incluso nell'album evento del 2015 "Compton". Questione di mentalità...


venerdì 28 agosto 2015

Correva l'anno 1995.........

Vent'anni fa era il 1995 ed uscivano un bel po' di dischi che dovreste aver ascoltato - altrimenti rimediate presto! Tipo, per dirne qualcuno...


...c'è un sito in Italia che parla di tutti questi e anche di molti altri? Sì, uno ed uno solo, si chiama RapManiacZ e funziona 24 ore su 24 al link www.rapmaniacz.com.
Ciao.

mercoledì 22 luglio 2015

I (primi) 18 anni di "Funcrusher Plus"


I wasn't born in a manger but I still received three gifts/
alphabetically listed they're Big Juss, Mr. Len and I.


La prima volta che ho ascoltato per intero "Funcrusher Plus" avevo circa diciassette anni: mingherlino, con gli occhiali tondi, i capelli a spazzola, una passione per l'Hip-Hop che stava sbocciando - anzi no, esplodendo. Ricordo il senso di vertigine, lo smarrimento, il frastuono (di musica e di emozioni); ricordo l'amore a prima vista. Avevo già perso la testa per "The Fire In Which You Burn", diffidavo sul fatto che una roba del genere potesse durare ininterrottamente per settantaquattro minuti. Un nastro, di quelli coi titoli scritti a penna in brutta grafìa, mi ha dimostrato il contrario, mi ha fatto conoscere El-Producto, Bigg Jus, Mr. Len, poi Juggaknots e Rawkus Records, mi ha insegnato a cercare a fondo (e talvolta letteralmente sul fondo) prima di ritenermi sazio di ciò che questo genere musicale mi proponeva - in alcuni casi propinava. Non basta, "Funcrusher Plus" mi ha messo in contatto con persone meravigliose e regalato ricordi troppo personali per essere riportati qui - né saprei con quali parole farlo. Solo così, cominciando da ciò che ha significato per me, posso spiegarvi il peso di un progetto che, ancor prima di tirare in ballo i gusti, ha fatto da spartiacque per l'Hip-Hop underground e, più in piccolo, per chiunque ne sia rimasto travolto, restandoci davvero sotto. "Funcrusher Plus" è un diamante sporco, grezzo e spigoloso, il capolavoro in grado di raccogliere la spinta propulsiva di vent'anni (allora) di Hip-Hop, ridisegnandone i contorni attraverso un linguaggio che è moderno e classico al tempo stesso - l'esperienza di El-P con la Definitive Jux chiarirà senza ulteriore margine d'errore quest'aspetto; i Company Flow, nella formula (qui duttile) mc + beatmaker + dj, sono sinonimo di hardcore, di essenzialità, di battle Rap, di stile. E punto. Inutile costruire castelli in aria, perché la magia generata da questi tre pazzi scatenati è nell'equilibrio, nell'uso magistrale della rima e del sample, nell'originalità sfacciata e debordante. Come quando ascolti "Legends" e dentro ci trovi "Lex Lugor" dei Cenobites (<<any rapper on a label should resign and quit>>), "Silence" ed ecco "Speak Ya Clout" dei Gang Starr, un gioco di scatole cinesi nelle quali l'Hip-Hop vive, scopa forte e si rigenera. Ed è esattamente questo, più che le metafore pazzesche di Jus (<<encased in a glass dome I pull mikes like filaments/I'm tungsten, light within that causes something>>), più che la batteria impossibile di "The Fire In Which You Burn", più che le rasoiate ai piatti di Len, a lasciare senza fiato, a scardinare i confini del tempo, a trasfigurare nel mito: l'assoluta unicità di "Funcrusher Plus", la sua capacità di rimanere - per sempre - un'opera insuperabile, oltre che inimitabile. E allora a diciotto anni da quel ventidue luglio e a poco meno di una quindicina da quando ne scrissi
la prima volta (ingenuamente) per RapManiacZ, sono a ripetere che se non avete mai ascoltato "Collude/Intrude", "Population Control", "Lune TNS", "Tragedy Of War" e, ancora una volta, "The Fire In Which You Burn", significa che fino ad oggi non avete ascoltato NIENTE.

martedì 21 luglio 2015

Rancore & Dj Myke pubblicano in free download la loro discografia!

A mio modestissimo avviso, Rancore & Dj Myke è un duo unico nel suo genere in Italia: qualità, innovazione, coraggio, voglia di misurarsi con sfide via via più complicate. Anni di lavoro, sbattimenti, soldi investiti, litigi, risate, divertimenti, ore passate al chiuso, disgrazie, cambiamenti di vita, debiti, amori, vita... Così Myke riassume la loro intera discografia, ora disponibile gratuitamente al link in basso, in attesa che venga pubblicato, sempre free, "S.U.N.S.H.I.N.E.": fossi in voi non mi lascerei scappare nulla, né "Acustico", "Elettrico" e "Silenzio", di cui potete leggere le nostre recensioni in basso, né l'EP in uscita a breve, perché questi due sono una sana boccata d'ossigeno per l'Hip-Hop italiano.

venerdì 19 giugno 2015

Facciamo il punto sulla Mello Music Group?

La Mello Music Group viene fondata a Tucson (Arizona) nel 2007 da Michael Tolle, nome che giustamente non vi dirà pressoché nulla e che qui - se volete rimediare - racconta in dettaglio come e quando il tutto ha cominciato a prender forma. Basti dire, in questo breve spazio, che a un certo punto l'Hip-Hop ha visto spuntare una nuova label indipendente il cui logo (geniale nella sua semplicità) è una corona formata da due M poste specularmente; tolta qualche uscita in .mp3, le sue prime pubblicazioni hanno come protagonisti nomi già affermati negli ambienti underground, da Oddisee (la sua compilation "101" ha il progressivo MMGCD001) a Georgia Anne Muldrow e Declaime, passando per Sareem Poems (dal collettivo L.A. Symphony) e Trek Life. Nel suo triennio iniziale, nonostante la buona qualità offerta, la MMG rilascia un numero comunque esiguo di progetti e non si avverte ancora un indirizzo comune, una progressione vera e propria, anche se in almeno due casi viene toccata l'eccellenza piena: si tratta di "In The Ruff" (Diamond District) e "Gas Mask" (The Left), episodi seminali per ciò che l'etichetta proporrà in seguito. Da un lato, infatti, abbiamo gli mc's Uptown XO e yU, che di lì a breve esordiranno anche in veste solista, dall'altro il beatmaker Apollo Brown, che da qui in avanti (e dopo le succose premesse di "The Reset") si rivelerà autentico deus ex machina della Mello, producendone una fetta consistente di lavori. A partire dal 2011, il catalogo si arricchisce a ritmi sostenuti proponendo esordienti pescati con egregio tempismo (Has-Lo, Hassaan Mackey, DTMD, Sean Born, Castle) e, in contemporanea, attivando fruttuose collaborazioni con veterani del calibro di O.C. e Planet Asia, oltre a Guilty Simpson, Verbal Kent (anche nel trio Ugly Heroes) e, più di recente, Ras Kass, Big Pooh, addirittura Pete Rock con "Petestrumentals 2", fino all'annuncio proprio di questi giorni di un side-project tra L'Orange (altro produttore oramai in pianta stabile negli studi MMG) e Kool Keith. Perciò, senza citare uno ad uno gli album succedutisi in questa fase di espansione, a grosse linee possiamo tracciare alcune considerazioni generali sull'attività di Tolle & Co.: anzitutto, fattore per noi determinante, si deve sottolineare la sana abitudine della label di stampare i dischi sia in CD che in vinile, alimentando il mercato con pezzi che vale la pena collezionare (strategia opposta a quella di chi, invece, tenta di dirottare gli acquisti sul formato digitale attraverso inutili exclusive bonus tracks) a prescindere dall'essenzialità di alcuni artwork; ha quasi del clamoroso, poi, la costituzione di un roster che, al netto delle rispettive peculiarità, conserva una spiccata omogeneità d'intenti e trova nell'underground di qualità il suo principale terreno di riferimento, mantenendo nel corso dei diversi album pubblicati un'identità facilmente riconoscibile; infine, fa piacere notare come il sound della MMG non abbia mai (ad oggi) sconfinato oltre l'Hip-Hop, riprendendone spesso una certa classicità (e affiancare Apollo Brown a Dj Premier, pur se il primo dice chiaramente - anche quando era dietro i piatti a Schio il 1° giugno! - di ispirarsi al secondo, lascia il tempo che trova, perché tolto il ricorso costante al sampling tra i due si percepiscono tante similitudini quante differenze) ma lasciandosi comunque spazi di manovra per esperimenti un po' meno ortodossi. Tutto ciò per dire che la Mello Music Group è diventata senza dubbio alcuno la miglior label indipendente Hip-Hop degli ultimi anni e, non a caso, è apparsa tra le nostre recensioni con sempre maggior frequenza, come dimostra il corposo elenco in basso (sperando di non aver dimenticato nulla/nessuno...).

Sareem Poems "Black And Read All Over" (2009) http://www.rapmaniacz.com/Sareem09.htm
Diamond District "In The Ruff" (2009) http://www.rapmaniacz.com/DDintheruff.htm
yU "Before Taxes" (2010) http://www.rapmaniacz.com/YUbt10.htm
Apollo Brown "The Reset" (2010) http://www.rapmaniacz.com/ApolloBrownReset.htm
The Left "Gas Mask" (2010) http://www.rapmaniacz.com/TheLeftGM.htm
Has-Lo "In Case I Don't Make It" (2011) http://www.rapmaniacz.com/HasLo2011.htm
Hassaan Mackey and Apollo Brown "Daily Bread" (2011) http://www.rapmaniacz.com/HM&ABdailybread.htm
DTMD "Makin' Dollas" (2011) http://www.rapmaniacz.com/DTMDmakindoll.htm
Has-Lo "Conversation B" (2011) http://www.rapmaniacz.com/HasLoConB.htm
Sean Born "Behind The Scale" (2012) http://www.rapmaniacz.com/SeanBornBTS.htm
Apollo Brown and O.C. "Trophies" (2012) http://www.rapmaniacz.com/ABOCtrophies.htm
Oddisee "People Hear What They See" (2012) http://www.rapmaniacz.com/OddiseePHear.htm
Apollo Brown and Guilty Simpson "Dice Game" (2012) http://www.rapmaniacz.com/ApolloGuiltyDG.htm
Uptown XO "Colour De Grey" (2013) http://www.rapmaniacz.com/UptownXO13.htm
Gensu Dean & Planet Asia "Abrasions" (2013) http://www.rapmaniacz.com/GensuPAsia13.htm
Trek Life "Hometown Foreigner" (2013) http://www.rapmaniacz.com/TrekLife13.htm
Ugly Heroes "Ugly Heroes" (2013) http://www.rapmaniacz.com/UglyHeroes13.htm
Castle "Gasface" (2013) http://www.rapmaniacz.com/CastleGasface.htm
L'Orange & Stik Figa "The City Under The City" (2013) http://www.rapmaniacz.com/CityUnderCity2013.htm
Quelle Chris "Ghost At The Finish Line" (2013) http://www.rapmaniacz.com/QChris2013.htm
Oddisee "Tangible Dream" (2013) http://www.rapmaniacz.com/OddiseeTangibleDream.htm
Oddisee "The Beauty In All" (2013) http://www.rapmaniacz.com/OddiseeTBIA.htm
Def Dee "33 And A Third" (2013) http://www.rapmaniacz.com/DefDee33.htm
Verbal Kent "Sound Of The Weapon" (2014) http://www.rapmaniacz.com/VerbalKent2014.htm
7evenThirty "The Problem" (2014) http://www.rapmaniacz.com/7evenThirty2014.htm
Apollo Brown ".38" (2014) http://www.rapmaniacz.com/ABrown38.htm
Open Mike Eagle "Dark Comedy" (2014) http://www.rapmaniacz.com/OMEDarkComedy.htm
Has-Lo & Castle "Live Like You're Dead" (2014) http://www.rapmaniacz.com/HasLoCastle2014.htm
Diamond District "March On Washington" (2014) http://www.rapmaniacz.com/DDistrict2014.htm
Apollo Brown & Ras Kass "Blasphemy" (2014) http://www.rapmaniacz.com/ApolloBrownRasKass14.htm
The 1978ers "People Of Today" (2014) http://www.rapmaniacz.com/The1978ers2014.htm
Mello Music Group "Persona (Sounds Beautiful Like The Truth)" (2014) http://www.rapmaniacz.com/MMGPersona.htm
Rapper Big Pooh "Words Paint Pictures" (2015) http://www.rapmaniacz.com/RapperBigPooh2015.htm
Kenn Starr "Square One" (2015) http://www.rapmaniacz.com/KennStarrSquareOne.htm
L'Orange & Jeremiah Jae "The Night Took Us In Like Family" (2015) http://www.rapmaniacz.com/LOrangeJeremiahJae2015.htm

sabato 18 aprile 2015

RapManiacZ presenta: Blast yourself (free download)

"Blast yourself" è un piccolo mixtape in free download realizzato dal sottoscritto perché, si sa, quando dai una spolverata ai dischi vien sempre voglia di riascoltarne qualcuno. E allora ecco queste 16 tracce, nessun classico vero e proprio, nessuna logica aggregativa, nessuna pretesa di ricostruire periodi, percorsi o (sotto)generi; "Blast yourself" è venuto fuori da sé e rispecchia semplicemente i miei gusti, il tempo di salvare ogni pezzo sull'hard disk, preparare un modestissimo mix, registrare, tagliare tutto e aggiungere un fronte/retro rigorosamente self-made. Al link in basso lo scaricate in pochi minuti (c'è anche la tracklist, così vi fate subito un'idea), come sempre è ben accetta qualsiasi tipo di pubblicità: regalate, suggerite, copiate, rubate, spammate, diffondete tra i più giovani ché c'ha dentro le vitamine, mettetelo in auto per la primavera, fate voi... Manca una dedica, eccola: a tutti quelli che pensano l'Hip-Hop si possa fare anche sulla musica Dance - ma andate a cagare!

www.rapmaniacz.com/blastyourself.rar

1. Blaq Poet - Bang This
2. Diverse - Leaving
3. Mr. Complex - Why Don't Cha
4. The High & Mighty feat. Pharoahe Monch - Dirty Decibles
5. Kutmasta Kurt feat. Kool Keith and Motion Man - Masters Of Illusion
6. Rubberoom - Smoke
7. Smut Peddlers feat. R.A. The Rugged Man - Bottom Feeders
8. Non Phixion - Black Helicopters
9. All Natural feat. J.U.I.C.E. - Ill Advisory
10. Jigmastas feat. Sadat X - Don't Get It Twisted
11. The Creators feat. Phil Da Agony - Kronkite
12. Cage - Holdin A Jar 2
13. Non-Prophets - Xaul Zan's Heart
14. Defari feat. Evidence - Focused Daily
15. Asamov feat. Mr. Lif - Supa Dynamite
16. 7L & Esoteric - The Soul Purpose

venerdì 10 aprile 2015

Massì, ce ne siamo accorti anche noi che Fabri Fibra ha pubblicato un nuovo disco...

Prendo spunto da un articolo pubblicato ieri su Rapburger e firmato Oliver Dawson, il cui titolo era "Fabri Fibra ed il grande silenzio della stampa italiana", non per polemizzare con i contenuti e le opinioni del sito - ci mancherebbe! - ma per riflettere su alcuni spunti coi quali francamente non riesco proprio ad essere d'accordo. Noi siamo tra quanti (cito) l'altro ieri hanno dormito, non abbiamo segnalato l'uscita di "Squallor" né il video di "Il Rap nel mio Paese"; perché? Perché non condividiamo l'idea che si tratti di un caso discografico senza precedenti. Cosa lo renderebbe tale? La (non) strategia di marketing? Discutibile. Anzitutto oramai non c'è nulla d'insolito nel pubblicare un disco dal nulla, senza proclami e anticipazioni di alcun tipo, casi del genere se ne contano sempre più e se da un lato la rete (come difatti è accaduto) permette una diffusione della notizia in tempi rapidissimi, recuperando in un colpo solo l'assenza di hype, dall'altro un artista sovraesposto come Fabri Fibra riesce ad ottenere i medesimi risultati di vendita anche attraverso il semplice passaparola (fermo restando che una ricognizione a 36 ore dall'uscita di un disco è indicativa fino a un certo punto...). Piuttosto, quando leggo che noi vediamo in Fabri Fibra l'artista di punta della scena, l'unico personaggio davvero nazional popolare capace di catturare l'attenzione dei media, mi sembra di cogliere un punto critico di quanto sta succedendo all'Hip-Hop italiano: lasciando a ciascuno la responsabilità dei propri gusti in fatto di musica, l'idea che un mc sia un personaggio nazional popolare (e FF indubbiamente lo è!) a me fa correre i brividi sulla schiena e perciò lo direi con enfasi minore. Eros Ramazzotti è un personaggio nazional popolare, Nek lo è, Arisa lo è; nazional popolare significa rappresentativo di un'intera nazione, implica una facilità di fruizione per pubblici eterogenei, sottintende stereotipi legati alla cultura e alla tradizione dell'intera Italia, è sinonimo di Pop. E a me tutto ciò proprio non scende giù, perché sono convinto che l'Hip-Hop abbia bisogno di una conoscenza minima di base per essere capito/apprezzato - salvo proporne versioni edulcorate e alla portata di chiunque (e mi riferisco al linguaggio, non ai contenuti!). La mia impressione è che talvolta si forzi un po' la mano rischiando solo di costruire castelli in aria, lanciandosi in interpretazioni (all'una di notte ad ascoltare il disco appena uscito cercando di capire quali sono i temi chiave) che rischiano di trascurare un'ipotesi banale, eppure verosimile: e se non ci fosse niente dentro "Squallor"? E se questo, come altri, sia un disco giocato sulla provocazione premeditata, su parole che non salgono dal basso ma sono lì apposta per scatenare polemiche e rimbalzi di notizie? E se il dibattito richiamato nell'articolo e, non ultimo, il post che state leggendo ora siano solo un grande spreco di tempo, perché il fine ultimo e programmatico di "Squallor" consiste proprio nel suscitare chiacchiere inutili? Magari non è così, forse sbaglio; eppure chissà.......

venerdì 3 aprile 2015

Che fine ha fatto la Stones Throw Records...?

...risposta: è ancora lì e pubblica dischi. Sì, grazie; ma la domanda era più sibillina: cos'è successo a una delle label più attive ed influenti del primo decennio del 2000? In breve, l'etichetta fondata da Peanut Butter Wolf nel 1996 (data da segnare: siamo a meno uno dallo scoccare del ventennio!) ha messo a segno un colpo dietro l'altro pubblicando numerosi e riconosciuti classici dell'underground - ricordo, tra gli altri, "My Vinyl Weighs A Ton", "The Unseen", "Soundpieces: Da Antidote", "Champion Sound", "The Disrupt" e "Madvillainy". Elenco, peraltro, suscettibile di aggiunte parecchio interessanti, data la pioggia di album, singoli e raccolte presenti nel loro catalogo e un roster che, ai vari Madlib, J Dilla e Oh No, ha sommato trasversalmente Declaime/Dudley Perkins, J.Rocc, Guilty Simpson, Strong Arm Steady, Aloe Blacc, Koushik, Breakestra, Percee P e via dicendo. Il talento di Oxnard, in particolare, ha avuto la possibilità di esprimersi senza alcun tipo di freno, giocando con l'Hip-Hop, il Funk e la psichedelia, figurando nella maggior parte dei successi della STR (spesso in maniera determinante) e allacciando collaborazioni clamorose (Jaylib e Madvillain, chiaro); e poi? E poi, appunto, il silenzio o quasi. A venir meno, nei recenti progetti col logo circolare, è proprio l'Hip-Hop, scalzato da sonorità e figure artistiche spesso a confine tra generi differenti (Jonwayne, Dam-Funk, James Pants...), fenomeno acuito dalla latitanza di personaggini come Madlib, Oh No, Wildchild, Guilty Simpson e Aloe Blacc, i quali si sono accasati più o meno ufficialmente altrove. Risultato? Tolto il solo "Quakers", che mi ha spinto a scrivere queste due righe (ci sarebbe anche "7 Days Of Funk", sì, ma siamo a un passo dal G-Funk), da diverso tempo non ricordo nulla di clamoroso dal team di PBW, tendenza che pare tristemente destinata a persistere in assenza di figure carismatiche quanto quelle che in passato hanno reso grande la label. Noi, come sempre, staremo a vedere...

lunedì 12 gennaio 2015

Massive Bangaz 2014: il mixtape di RapManiacZ!

Puntuale, come ogni anno, il nostro instancabile Mistadave ci propone una selezione di 16 brani da lui stesso mixati: il suo best of 2014! "Massive Bangaz 2014" è in free download al link che segue e la tracklist è quella in basso, ovviamente l'invito è di scaricare, condividere, stampare, ascoltare in macchina, registrare su nastro e via dicendo. Insomma, fate girare!

http://www.rapmaniacz.com/MassiveBangaz2014.rar

1. Supastition - Eardrum / prod. by Croup
2. The Doppelgangaz - Holla X2 / prod. by The Doppelgangaz
3. Meyhem Lauren & Buckwild - Been Official / prod. by Buckwild
4. Verbal Kent - No Excuse / prod. by Khrysis
5. Buckshot & P-Money feat. David Dallas - We In There / prod. by P-Money
6. 7evenThirty - Roach Spray / prod. by Gensu Dean
7. GDot & Born - Manhunt / prod. by Confidence
8. Dilated Peoples feat. Catero - Century Of The Self / prod. by Oh No
9. J-Live - Walk Like / prod. by Dj Nu-Mark
10. Has Lo & Castle - The Big Ol' Ass / prod. by Has Lo and Castle
11. Diamond District - You Had To Be There / prod. by Oddisee
12. Cormega feat. Chantelle Nandi - More / prod. by Large Professor and Cormega
13. Army Of The Pharaohs - The King's Curse / prod. by 7L
14. Step Brothers - Step Masters / prod. by The Alchemist
15. Onyx - Whut Whut / prod. by Snowgoons
16. Diabolic feat. R.A. The Rugged Man - Suffolk's Most Wanted / prod. by Snowgoons

martedì 30 dicembre 2014

Il meglio del 2014: l'opinione della redazione

BRA 

Usa:
La regola ne vorrebbe tre, ma io ne pesco dal mazzo quattro, perché se il livello medio quest'anno è stato mediocre (a mio avviso), le poche eccezioni degne di nota si sono rivelate davvero esplosive. In ordine alfabetico: Apollo Brown & Ras Kass con "Blasphemy", prova quadrata per entrambi, sound classico che prende bene subito e rime infuocate, al limite dell'estremismo; Freddie Gibbs & Madlib con "Piñata", disco squi-si-to, un Madlib frizzante come non si sentiva da anni, accompagnato da un Freddie G. (gangsta?) in forma smagliante, lui racconta e tu sei lì che ascolti ad occhi chiusi; Hail Mary Mallon con "Bestiary", formula addirittura migliorata rispetto alla prima uscita del trio, sonorità devastanti e incastri lirici da manuale, ovvero quando del tasto skip non sai proprio che fartene; Run The Jewels con "Run The Jewels 2", altra combo che non delude, questi due pazzi fanno e dicono quello che gli pare e a noi piace proprio così, soprattutto se alle macchine c'è il più estroso beatmaker Hip-Hop dal 1997 ad oggi (indelible...).



Italia:
Come direbbe Moreno (ah-ah-ah!) che confusione... Parabola discendente, troppi cialtroni che fanno a gara con troppi buffoni, poca sostanza. A far bene sono En?gma con "Foga", disco originale per linguaggio e immaginario, prodotto con gusto e senza aderire rigidamente ai suoni Machete; Kento & The Voodoo Brothers con "Radici", una prova matura e coraggiosa, la conferma di un percorso discografico coerente e incline alla sperimentazione, rime intelligenti (Deo gratias!) e un rispetto profondo per le radici del titolo; infine Nero con "Segni del tempo", l'outsider, il ragazzo della provincia che ha assimilato l'Hip-Hop nelle sue forme più sincere restituendone una visione altrettanto schietta e pulita.

MISTADAVE

Devo concordare con qualche mio collega e sostenere che il duemilaquattordici non è stato un grande anno come me lo aspettavo. Tuttavia esiste sempre un quantitativo minimo di dischi di cui tener conto anche negli anni a venire e, anche in assenza del capolavoro che si stacca di netto dagli altri, sono lavori che danno meritata luce ad artisti spesso sottovalutati. E andiamo...
1) Verbal Kent - Sound Of The Weapon: il prolifico mc di Chicago, che rappresenta pure un terzo degli Ugly Heroes, ha firmato l'album che personalmente mi ha colpito più di ogni altro, presentando un arsenale lirico di tutto rispetto utile sia a srotolare il suo Rap da battaglia pieno di metafore e assonanze, sia racconti che scendono nella sfera personale, toccando punte drammatiche di esperienze realmente vissute. Merito del successo dell'operazione è pure di Khrysis, il quale confeziona un sound fresco, pieno di loop vocali lavorati ad arte e batterie rotonde che picchiano davvero duro. Una combinazione notevole.
2) The Doppelgangaz - Peace Kehd: scoperti grazie a Cazza, che aveva coperto tutte le recensioni del bizzarro duo fino al momento della sua licenza matrimoniale, che mi ha permesso di ascoltarli per la prima volta e recensire "Peace Kehd". Una rivelazione. Attitudine cazzona, talento a pacchi, gestione del flow sostanzialmente impeccabile e numerose citazioni umoristiche e dissacranti, unite a un'auto-produzione che partorisce bombe assolute (ciò che scrissi all'epoca su "Holla X2", ovvero che lo trovavo il singolo dell'anno, lo confermo oggi), tra le quali trovano spazio brevi episodi strumentali che sottolineano la genialità di Matter Ov Fact ed EP.
3) Edo.G - After All These Years: potrà sembrare una selezione nostalgica, ma che ci si può mai fare se, dopo tutti questi anni, Edo se ne esce con l'ennesimo disco che spacca? Apprezzo il veteranissimo di Boston per la sua capacità di dimostrarsi un artista senza fronzoli, fa quello che sa fare, nulla più, lo fa benissimo e piazza dodici tracce essenziali, prive di materiale superfluo, contando su una grande produzione ma pure su un wordplay che non stanca mai.



Honorable Mentions
Diabolic - Fighting Words: scoperto un po' tardi, ma entrato subito nelle mie preferenze dell'anno. Un disco solido, brutale, politicamente scorretto, rappato con grande classe e grinta. Lascia in stato di stordimento a ogni ascolto grazie a tutta l'aggressione che scatena, ma viene continuamente voglia di ascoltarlo, perché contiene substrati tematici che vanno al di là delle apparenze da battaglia.
Shabaam Sahdeeq - Keepers Of The Lost Art: un lavoro granitico e raro, perché propone ben ventitre tracce che potrebbero spaventare chiunque e che invece costituiscono qualcosa di davvero massiccio. Le chiavi del successo sono due: un mc di quelli veri, capaci di riempire pagine e pagine di rime trovando sempre qualcosa di nuovo da dire, e una produzione che coinvolge quattordici personaggi stilisticamente differenti, che confezionano con grande omogeneità un boom bap newyorkese pulito, attualizzato ai giorni nostri e non certo inferiore a quello di un tempo.

BLEMA

1) Run The Jewels 2: perché in genere la pt. 2 di un progetto molto ben riuscito lascia sempre un po' delusi, invece qui, come avrete letto dalla recensione, dal primo ascolto è tutto un cazzosìnevoglioancora. E poi c'è El-P. E le casse che fanno tremare casa mia. E i vinili colorati. Meooow.
2) Pi
ñata: accolto con uno scetticismo svanito al primo ascolto, io da Madlib non mi aspettavo un lavoro (ancora) così bello. Aggressivo al punto giusto, poco mellow, un Freddie Gibbs che trova il modo di star dietro alle follie madlibiane: una meravigliosa sorpresa.
3) Bestiary: Se la Def Jux fosse sopravvissuta, questo sarebbe il disco manifesto del 2014. Grezzo, ruvido, allucinatorio, liriche e incastri che dai, provaci.


CAZZA

Onyx - #Wakedafucup: "#Wakedafucup" non passerà di certo alla storia come album eccelso, sia dal punto di vista tecnico che da quello innovativo, ma di sicuro l'ultima fatica degli Onyx ripropone un gruppo storico in perfetta forma, la cui sinergia coi redivivi produttori Snowgoons (da tempo in netta flessione) è indubbiamente solida e apprezzabile. Se poi ci mettete una sana dose di Europa all'interno, il tutto suona ancora più piacevole.
Hail Mary Mallon - Bestiary: c'è poco da dire, nella stragrande maggioranza dei casi, quando Aesop Rock si mette in testa di fare qualcosa di epico, ci riesce quasi sempre e "Bestiary" ne è la prova. Beat dal sapore grezzo ed Elettronico al punto giusto, rime fresche e coinvolgenti e soprattutto la capacità di aver rianimato un rapper malconcio come Rob Sonic. Ben fatto.
Freddie Gibbs & Madlib - Piñata: aspettavamo Freddie Gibbs al varco dopo averlo ascoltato e apprezzato su diversi progetti minori e l'attesa non ha lasciato rimpianti. Inoltre, l'aver potuto contare sull'apporto musicale e artistico di un mostro sacro come Madlib ha garantito a "Piñata" un livello complessivo che dall'ottimo è passato al superlativo. Per non parlare di quella cover zebrata...



BLOND DEE

Usa:
1) Step Brothers - Lord Steppington: beh che dire, se Evidence e The Alchemist decidono di fare un disco assieme, le possibilità che il risultato sia una bomba sono pressoché assolute. Gran disco, divorato in un boccone. E' nobiltà pura dell'Hip-Hop racchiusa in 14 tracce. Hanno tardato un po' d'anni ma alla fine ce l'hanno fatta! Ripeto: gran disco.
2) The Doppelgangaz - Peace Kehd: ammetto di averli scoperti molto, troppo tardi. Fatto sta che nel 2014 mi sono fatto una scorpacciata dei loro lavori. East Coast Rap puro e duro, suona molto golden age ma è perfettamente contemporaneo al tempo stesso. Un piacere per i miei gusti, a volte un po' troppo nostalgici, lo ammetto.
3) Onyx - #Wakedafucup: come ho scritto nella recensione dell'ultimo disco di Fredro Starr, gli Onyx sono un gruppo che tendono a dividere - odio o amore. Da parte mia è amore folle (ancora di più dopo averli visti in live due anni fa: FUOCO E FIAMME). Fedeli alla linea, al loro stile e al loro credo nonostante il passare degli anni. Le produzioni degli Snowgoons sono perfette per il loro stile grezzo. Coerenza e credibilità da vendere.

Italia:
1) Kento & The Voodoo Brothers - Radici: album davvero bellissimo, sia a livello musicale che a livello lirico. Ricchissimo di contenuti e di spunti davvero soprendenti. Testa e spalle sopra tutte le altre produzioni italiane del 2014.
2) Murubutu - Gli ammutinati del bouncin' ovvero mirabolanti avventure di uomini di mare: se questo non è un genio, allora abbiamo idee completamente diverse su cosa sia geniale o meno. Murubutu ha questa capacità di dipingere, descrivere e raccontare con le rime che ha ben pochi eguali. Nel suo intero è un album abbastanza difficile da digerire, vista anche la complessità delle tematiche e la continua ricerca della perfezione da un punto di vista metrico e lessicale. Ma ha questa capacità salgariana di farti viaggiare attraverso i suoi racconti che mi stupisce ad ogni ascolto.
3) Nero - Segni del tempo: un bellissimo lavoro dalla spesso dimenticata Basilicata. Hip-Hop genuino, che non può non piacere agli appassionati del genere.



LI9UIDSNAKE

Come ho già avuto occasione di sostenere in una delle mie ultimissime recensioni, quella che a breve si chiuderà si è rivelata essere un'annata particolarmente prolifica per gli album realizzati a quattro mani, ovvero facendo ricorso alla classica formula producer + mc. Di conseguenza, non sorprende vedere che gli occupanti del mio personalissimo podio per questo 2014 si ritrovino a stare piuttosto strettini, costretti nell'impresa di doversi spartire tre soli gradini in sei.
La medaglia d'oro, con tanto di collana d'alloro ed elogi annessi, va dritta al collo di Jaime Meline e Michael Render, un binomio che da tre anni a questa parte riesce a regalare (spesso nel vero senso della parola) il meglio della stagione musicale. Tanta era la fiducia, ma non credevo che, in un così breve intervallo di tempo, i due potessero dar vita a un seguito all'altezza del primo "Run The Jewels", e invece non solo lo hanno fatto ma sono riusciti pure ad alzare l'asticella. Chapeau!
Sul gradino intermedio si accomodano Madlib e Freddie Gibbs con "Piñata", un disco che è riuscito a confermare le ottime aspettative nonostante una lunghissima gestazione (il primo singolo, "Thuggin'", è stato rilasciato nell'autunno del 2011) che, troppo spesso in passato, abbiamo visto tramutarsi nell'anticamera della delusione. Gangsta Gibbs ha trovato negli scenari sconnessi e stratificati dell'eclettico genio di Oxnard il territorio di caccia ideale per dare libero sfogo alle pulsioni del proprio flow.
Chiudono infine il podio Apollo Brown e Ras Kass con "Blasphemy", una collaborazione nata sull'asse Detroit/Los Angeles e annunciata a sorpresa dalla portentosa Mello Music Group (meravigliosamente incapace di saltare un turno quando si tratta di piazzare qualche disco nelle classifiche di fine anno) nel mezzo della scorsa estate. Un piccolo sogno diventato realtà (per il sottoscritto) e, contemporaneamente, la fine di un incubo per lo storico liricista di Carson, costretto per troppi anni ad accontentarsi di fare del suo meglio ricorrendo a collaboratori non all'altezza delle sue qualità (o, come disse lui stesso rispondendo a proposito del suo rapporto con la Priority Records nel corso di un'intervista: You give me a road kill cow and pair of scissors but you expect a pair of Air Jordans. It's not fair).



Ci tengo però a concludere con una menzione d'onore nei confronti di "Built To Last" di Akrobatik. Un album fantastico e indipendente al 100%, realizzato con un budget estremamente ridotto, zero promozione, zero sponsor, ma con una passione infinita. Un concentrato di Hip-Hop a ventiquattro carati da parte di uno dei grandi della scena underground americana, tornato più forte che mai dopo i drammatici eventi che nel 2011, per poco, non lo strapparono alla vita. Big up!

JONATHAN

1) Shabbazz Palaces - Lese Majesty: forse il solo disco assieme ai Clipping e ai Death Grips (che però non mi piacciono molto) ad aver rimescolato le carte in tavola per quanto riguarda il genere, pur non avendo premuto affatto l'acceleratore sulla tecnica in sé, ma aver creato proprio dei nuovi mondi musicali.
2) Kelis - Food: una splendida sorpresa, Kelis è solo limitrofa al mondo dell'Hip-Hop ma ha un talento immenso e sentirla di nuovo su delle produzioni adatte è stato un bel regalo: bentornata!
3) Zona mc - Porconomia: Zona mc è l'autore del primo disco Rap a parlare di macroeconomia (forse il primo disco in generale), lo fa in maniera provocatoriamente banale e ironica e soprattutto con stile. Supportatelo, merita!

THINK'D

Top 3 World
1 - Clipping./CLPPNG
2 - Lone/Reality Testing
3 - Run The Jewels/RTJ2
Bonus 1: Shabazz Palaces/Lese Majesty
Bonus 2: Step Brothers/Lord Steppington



Top 3 Italia
1 - Kento & The Voodoo Brothers/Radici
2 - Uochi Toki & Nadja/Cystema solari
3 - Capibara/Jordan
Bonus 1: Uochi Toki & Surgical Beat Bros/Shuriken EP
Bonus 2: Outside The Box/B-Music

* Di parole nelle recensioni ne scriviamo già troppe, quindi per queste classifiche non ce n'è bisogno.
** Molti dischi tra le topqualcosa altrui non sono stati snobbati dal sottoscritto ma semplicemente non ascoltati.

PAOLO HCM

1) Dilated Peoples - Director Of Photography: il migliore in assoluto e personalmente il migliore anche degli ultimi anni. Dopo una lunga attesa, il trio sforna un prodotto davvero sopra la media che in pochi giorni ho consumato nello stereo. I tre si incastrano oramai alla perfezione completandosi l'un l'altro. Il disco, come si direbbe, SPACCA!
2) Apollo Brown & Ras Kass - Blasphemy: che sia uno dei migliori produttori in circolazione è fuori discussione; è anche uno dei miei preferiti per come riscopre campioni e taglia sample davvero hardcore. "Blasphemy" ne è l'ennesima conferma ed entra nella top 3 per il fatto che esalta il buon Ras Kass formando una coppia micidiale.
3) Step Brothers - Lord Steppington: è da anni che la coppia Alchemist/EV lavora insieme e finalmente esce un lavoro completamente loro. Il disco picchia davvero con un suono unico e metricamente i due rilasciano un prodotto da far saltare tutti dalle sedie. Raggiungono il top e anche acquistando il vinile ce ne si accorge. DA MILLE.




MR. BUSHDOC

1) Funk Shui Project – Funk Shui Project: produzioni suonate e campioni che si miscelano egregiamente incrociano le rime caustiche, ironiche e intelligenti di uno degli Mc più in forma del momento. Se non è il disco dell’anno, ci manca poco. 
2) Murubutu - Gli ammutinati del Bouncin' ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari: il mare è protagonista dei bellissimi rap-conti del raccontastorie per antonomasia del rap italiano. Tematiche complesse affrontate con una metrica e un uso della parola che sbalordisce a ogni ascolto. 
3) Kintsugi - Master of Kintsugi: il 2014 è stato l’anno dei dischi dei produttori. A sbaragliare la concorrenza dei colleghi più o meno noti è quello del duo tarantino Kintsugi. Sorpresa dell’anno. 
Menzioni d’onore
Gemello - Niagara EP: l’atmosfera unica dell’ep dell'mc romano se l’è giocata fino alla fine, ma esce di pochissimo dalla mia top 3.
Caneda - La Dolce Vita: uno dei rapper più originali della scena che incontra uno dei producer più originali del panorama italiano. Il risultato non poteva deludere.